il babau è un mostro bianco per chi di vivere è ormai stanco il babau è un mostro nero finisci dritto al cimitero il babau è tutto rosso corri corri a più non posso il babau è tutto giallo tocca pure al maresciallo il babau è anche blu occhio il prossimo sei tu il babau è di tutti i color se lo incontri sicuro muori
 

Firenze – 14, 17 gennaio

Pubblicato il 12.01.2009 in home page, iniziative || Nessun Commento

firenze_filo-m

Mercoledi 14 Gen. Pensieri critici sulla questione sicurezza, controllo e paura

ore 17.00 a Lettere_P.zza Brunelleschi con Gabrielle Paolucci (Università Firenze) a proposito di “Mercato della sicurezza”, chi guadagna sui meccanismi di controllo e Giuseppe Campesi (Università Bologna), “Spazio urbano e controllo del territorio”

ore 21.30 allo stabile occupato_V.le Matteotti 15 con L’avvocato Luca Santini da Roma, scenderemo piu’ nel dettaglio sul pacchetto sicurezza.

Sabato 17 ore 10.00 da P.zza San Marco Corteo Contro la città delle merci/per la città delle persone dalle 12.00 e tutto il pomeriggio: Pranzo sociale_Vin Brulè_Bar_Hip-Hop contro il delirio di sicurezza

Le cartoline del Babau

Pubblicato il 05.01.2009 in propaganda || Nessun Commento

17 gennaio contro il pacchetto sicurezza / spostato al 30

Pubblicato il 05.01.2009 in iniziative || Nessun Commento

da Femminismo-a-sud

119734-sicurezzaIl 19 gennaio prossimo comincerà in Senato la discussione del “Pacchetto sicurezza” (DdL 733), che provocherà una grande trasformazione del quadro normativo italiano, già fortemente repressivo e discrezionale nel suo impianto. Le norme contenute nel Pacchetto, infatti, prevedono una politica esplicitamente fondata su misure segregazioniste e razziste per le persone migranti, con o senza permesso di soggiorno, le prime a essere additate come figure pericolose e causa di “allarme sociale”, e su nuove e ancora più drastiche misure repressive contro chiunque produca conflitto e non rientri dentro le strette maglie del controllo.

Le norme del pacchetto sicurezza colpiscono in primo luogo le persone migranti. Se il Pacchetto sarà approvato chi è senza permesso di soggiorno non potrà più: andare al Pronto Soccorso e ricevere cure mediche, riconoscere figli e figlie, sposarsi e inviare soldi a casa. Il Ddl introduce inoltre: la detenzione nei CIE (ex CPT) per 18 mesi; la tassa di 200 euro su richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno; controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza; il reato di ingresso illegale nello stato.

Leggi il resto »

Come non aver paura

Pubblicato il 01.01.2009 in letture || Nessun Commento

Sembra una scelta semplice, ma non lo è. La scelta meno costosa infatti copre sia i casi di terrorismo sia gli altri, e sembrerebbe la migliore. Ma quando un gruppo di psicologi ha provato a sottoporla a un gruppo di persone durante un test, si è scoperto che la maggior parte delle persone preferiscono pagare l’opzione che protegge solo in caso di terrorismo. Dunque il semplice suggerimento di un problema “terrorismo”, ha un effetto così potente da convincere la gente a cmpiere scelte decisamente non convenienti.

Leggi il resto »

paura? anche no!

Pubblicato il 01.01.2009 in iniziative || Nessun Commento

Venerdi 24 ottobre Indymedia Roma ci mette la faccia. Presentazione di Indymedia 2.0. Come rinasce il progetto sui territori e come i media indipendenti posso scardinare i meccanismi del controllo e della repressione, la paura generalizzata e delle forme di controllo, e le possibilita’ concrete di resistenza al presente.

In supporto a Techbloc e Bugslab, per creare delle reti di consivisione che spezzino la spirale di isolamento e fascistizzazione che stiamo vivendo in questo periodo.

Presso il CSA La Torre, via bertero 13, Casal de’ Pazzi

Leggi il resto »

ombre in tasca

Pubblicato il 01.01.2009 in babau || 1 Commento

Non ti si legge in faccia la paura.
A vederti in realta’ sembri tranquillo.
Sembri incosciente.
Quando la sera esci a portare fuori il cane assapori il fresco silenzio delle strade deserte.
E ti piace anche.
Non sembri percepire i pericoli nascosti in ogni dove, le malevole intenzioni di chi incontri sul marciapiede di fronte.
Fai male.

Torni a casa
la cena e’ pronta
accendi il telegiornale.
E’ a quel punto che il tuo viso si trasforma, e’ in quel momento che prendi coscienza della tua avventatezza.
Siamo tutti in pericolo, giorno dopo giorno minacciati da nemici astuti e nascosti o impudichi e sfrontati.

L’ombra, lo sanno tutti, scaturisce sempre da una luce.
La luce azzurrastra della televisione produce un’ombra enorme.
Casa per casa, appartamento per appartamento, le ombre escono da ogni televisione e ci si infilano in tasca.
Cosi’ finisce che la mattina quando sali sull’autobus un’ombra ti e’ rimasta in tasca dalla sera prima.
Il tuo viso si arriccia, le mani si rattrappiscono impaurite.

Altre volte, per una frenata brusca dell’autista, capita che l’ombra ti scivoli di tasca.
Rientra liquida nella borsetta della vecchia accanto e tu ti guardi intorno con il viso piu’ disteso, scopri i visi arricciati degli altri e ti stupisci di quanto tutti siano diffidenti, di quanto l’autobus sia cosi’ pieno di gente sola.

Altre volte ancora, (e sono momenti rari e preziosi) capita che sullo stesso autobus finiscano due persone a cui e’ cascata l’ombra di tasca. Chiaccherano, si sorridono, si scambiano magari anche due consigli e due battute sui visi arricciati intorno a loro.

Non che le ombre proiettate dagli alberi in autunno siano brutte. Sono malinconiche e necessarie. Ma le ombre che finiscono nelle nostre tasche ultimamente sono ombre artificiali, chimiche, mortifere.

Quando esci di casa controlla sempre che non ti sia rimasta in tasca un’ombra televisiva. controlla che il tuo viso non sia arricciato per colpa delle parole di qualche stregone malevolo, che il babau non ti stia dietro le spalle mentre guardi male un ragazzino senza tasche e senza ombre da portarsi in giro.

Firenze vive libera

Pubblicato il 01.01.2009 in cronache, letture || Nessun Commento

Ti alzi la mattina presto, maledici il tuo lavoro, ti vesti scendi fai
colazione al bar, leggi il giornale. Insicurezza, degrado, morte, non
c’e’ piu’ rispetto, non ci sono piu’ valori, controllo ci vuole piu’
controllo, paura tanta paura, ansia.

Leggi il resto »

Noi non abbiamo paura.

Pubblicato il 01.01.2009 in letture || Nessun Commento

Sfidiamo la paura proprio perché la conosciamo bene e sappiamo che non è quella che ogni giorno ci viene imposta dai media e dai governi. Le nostre paure non sono quelle che loro ci spacciano. Le nostre paure sono quelle legate alla precarietà quotidiana che ci costringe ad accettare ruoli e mansioni intermittenti e ad adattare le nostre capacità a situazioni in perenne cambiamento. La nostra paura sta nel vedere una busta paga, per chi ce l’ha e non lavora in nero, sempre più magra. La nostra paura sta nell’essere sempre più nelle mani di chi ci sfrutta: basta uno squillo di telefono per attivare le nostre connessioni e farci essere sempre al lavoro.

Leggi il resto »

Di colore

Pubblicato il 01.01.2009 in lessico || 1 Commento

Di Giuseppe Faso
La ragazza si ferma un attimo, in difficoltà.  Il compito che si è assunta è più impegnativo del previsto: raccontare un ccrtometraggio di sessant’anni fa, che è stato mostrato alla classe, e bloccato due minuti prima dalla fine dall’insegnante: una strana storia di una vecchietta che perde il treno, prende un’insalata al self-service e poi si accorge che non ha la forchetta.
“Prende la forchetta, ritorna al suo tavolo, e là, davanti all’insalata, vede un uno di colore..”

“Di colore? di che colore?” la interrompe l’insegnante.
“Di colore !” Fa lei. Ma l’altro: “Che cosa intendi quando dici ‘di colore’?”.
“Nero ! vede uno di colore che mangia con gusto la sua insalata, e”
“Ah, uno nero di pelle… E perché hai detto ‘di colore’?”
“Dico così perché si offendono”
“Chi? chi si offende?”
“Loro!”
“Loro chi? quelli di pelle nera?”
“Si, se li chiamo neri si offendono. Allora dico ‘di colore’; c’è questo vecchio di colore davanti all’insalata, e”
“Non capisco, scusami: ti è successo di dire ‘nero? a una persona che se ne è offesa?”
“Certo!”
“E allora l’hai chiamata di colore e non si è offesa? E quando ti è successo?”
“Non una volta: sempre”
“Fammi capire. Tu hai tanti amici neri di pelle, e”
“No, non amici: conoscenti”

“Si, scusa: conoscenti. Tu conosci tante persone nere di pelle, e ogni volta che li hai chiamati neri, loro si sono offesi. Se invece li chiami ‘di colore’ non si offendono?”
“E’ così!”
“Mi sapresti dire una volta che è successo, con il nome e il cognome della persona che ha preferito essere chiamata ‘di colore’?”
“Ma è successo tante volte”
“Appunto per questo, ti chiedo dettagli su una sola volta. Non ho bisogno per crederti di cento testimoni. Basta che tu mi dica, che so “Una ragazza, si chiama Aicha Mbacke, senegalese, eravamo a basket..”
“Non gioco a basket, ma a pallavolo”
“Bene: questa Aicha, eravamo a pallavolo, ed è successo che le ho detto: Ma voi neri.. E lei mi ha detto: “non mi dire nera; mi offendo!”
“E allora tu le hai detto: Voi di colore.. e a lei è andato bene”
“Ma non ricordo, in questo minuto; un episodio. So solo che succede sempre..”
“Sì, hai ragione. E allora non ti chiedo di raccontarmelo per il passato. Facciamo così. Visto che succede sempre, ti capiterà ancora. E allora tu mi manderai un SMS, mi scrivi, per esempio, ‘Amadou Sene, alla stazione, cinque minuti fa?. E io capisco, e me lo segno”
“Perché deve segnarselo?”
“Perché a me non è mai accaduto, ed è un fatto che ritengo improbabile, per cui vale la pena di segnarselo, ora, data, e poi verrò da te e mi racconterai per filo e per segno come è successo”.

il babau

Pubblicato il 01.01.2009 in babau, home page || 2 Commenti

Il babau é l’ultima frontiera nella politica dell’ansia. Semplice e primordiale paura. Qualcosa di ancora diverso dal terrore, qualcosa di più simile alla goccia che ti cade in testa e piano piano ti porta incosapevolmente alla pazzia.
Il nostro buffo mondo sta prendendo coscienza dell’esistenza del babau. L’ansia di sicurezza, la paura del proprio simile, il rancore confuso e convulso che trasudano da ogni dove in questi anni difficili, trovano la propria naturale conclusione nell’avvento del babau. Non ci sarà più bisogno di invocare/creare/inventare emergenze e pericoli, tutti avranno paura del buio e basterà invocare il babau perchè ogni complessa manovra di ingegneria sociale trovi una giustificazione.
Il babau é meglio del terrore, perchè il babau non ti uccide subito, ti logora e ti porta a modificare il tuo sguardo sulla realtà in un’ottica schizoide, che alimenta se stessa.
Nel paese del babau può essere vero tutto e il contrario di tutto, il babau non ti vuole sempre tristo e mogio. Il babau porta anche allegria, folli risate che si alzano fino al cielo. Se non hai un soldo in tasca e la crisi ti divora, devi ridere, perchè ci vuole ottimismo, altrimenti il babau arriva e ti mangia. Ma non devi sollazzarti troppo, perchè il babau é in agguato e non ci vuole nulla perchè ti rubi il bambino dalla culla, usurpi il tuo posto di lavoro, rubi la/il tua/o donna/uomo.
Prendendo in prestito brandelli di saggezza in pillole da Kurt Vonnegut, potremmo dire che in questo mondo delle mille e una oppurtunità di essere divorati dall’ansia, dalla paura e dall’angoscia, tutto quello che può accadere probabilmente accadrà. Scansatevi in tempo.

« Precedenti Successive »